Sì, e ve lo dico io che ne guardo tantissimi, continuamente.
Il più importante, non ho scampo, devo ammettere che è stato Dawson’s creek, che a essere onesti non ti dava proprio le linee guida per vivere al meglio. Però sono sopravvissuta comunque, all’adolescenza. I personaggi femminili erano quelli che erano: Jen, che da zoccola dodicenne diventa una santa redenta, e che nel bene e nel male si fa un culo come un capanno ogni giorno. E c’ha anche l’amico gay, e sono contenti di essere una ex-zoccola e un novello-queer: insomma, un po’ una palla di telefilm, a dirla tutta, ma sicuramente positivo.
C’erano i genitori di Dawson che addirittura diventano una coppia aperta pur di far funzionare di nuovo le cose, e che nella prima stagione lo facevano come conigli in ogni angolo della cucina (tra l’altro, fino alla penultima stagione sono praticamente gli unici a fare sesso).
Ok, Pacey si faceva la prof, però a sua discolpa c’è da dire che era abbastanza gnocca, e che lui al tempo era un porcellino con le guance gonfie, quindi non poteva aspirare ad altro. Inoltre, la tresca illegittima – illegale – attizza sempre e comunque.
Poi c’è Joey, che se non ti ispira il desiderio di diventare strabica, magari ti ispira almeno il desiderio di studiare, visto che sembra l’unica cosa che riesca a fare nella vita (ricordiamo il suo passato di pessima amica con persone di sesso maschile e femminile, pessima amante, pessima fidanzata e a tratti anche pessima sorella: praticamente un vuoto a rendere) – certo, è anche colpa sua se ora quasi tutti i ventenni che dicono “Voglio fare lo scrittore\il giornalista”, quando domandi loro il perché, rispondo “Mah, sai. Mi sento portato. Mi è sempre piaciuto scrivere.” – e ‘sti cazzi? Però se ce la fa Josephine Potter, è normale che poi l’adolescente medio pensa “Ce la posso fare anch’io”. È legittimo.
Ma adesso c’è Gossip Girl. Le liceali di oggi, si sentono parte dell’élite di Manhattan a cui fa riferimento la voce di Veronica Mars. Ma io dico, stai fuori come un balcone? Sì. Tu non sei Blair, tu non compri immobili con una telefonata, non covi uova d’oro e la tua colf stai sicura che ti soffocherebbe nel sonno con un cuscino. La tua migliore amica può anche copulare sui banconi dei pub, ma non le faranno foto scandalistiche in topless solo perché è bionda.
Perché, perché le ragazzine non leggono quella frase in grassetto che si ripete spesso nei titoli di apertura e\o chiusura? Si tratta di personaggi di finzione, infatti stai guardando una fiction. No, non l’hanno fatta sulla tua vita. Se tu metti un cerchietto diverso ogni giorno e per questo ti permetti di guardare male le tue compagne non diventi una regina, ma una stronza. Chiamare la gente con l’iniziale? Si faceva già, ve lo giuro. E lo dico col cuore in mano, io lo guardo Gossip Girl. Mi diverte. È come Sex & the city o qualsiasi altro telefilm, in un personaggio ti ci rivedi o ti sforzi di riconoscerti (e tendenzialmente è il personaggio che ti piace di più). Ma da qui all’emulare il comportamento di tre mignottelle anoressiche invasate, convinte di avere il mondo in mano perché le loro madri l’hanno data a quelli giusti, ne va.
E state sicure, mie piccole Blair de noantri, che sputare in faccia alle vostre compagne di classe perché vostro padre ha fatto tardi per tutto il mese ed è rimasto in ufficio così che vi siate potute permettere per Natale il cerchiettino Burberry, non fa di voi una signora. Ma una poveraccia.
[ mai una volta che quelli che mi stanno sul cazzo si buttino dai palazzi dicendo "sono nathan petrelli" A.B. ]