daphned

Nostalgie.

11 Dicembre 2009 · 1 Commento

Non sono che una disgraziata, ma ho l’animo elevato, io!
Sa Dio quante sublimi eroine ho logorato
in palcoscenico!
Ma quando ho letto la mia parte
scritta da te, in quella specie di commedia
E’ proprio così il nostro misero destino:
pietoso e impietoso!
Come devi essere unico e incompreso tu,
e non matto come dice la gente

- E questo non è niente! Ti leggerò tutto! Andremo
a vivere a Parigi
- e che bizzarri nomi di battaglia -
Io ti amo, ti amo, ti amo! Vestiti!
Tu sei un angelo in scena, un mostro sacro.
Faremo colpo! Vestiti! Me ne fotto del mio trono!
I morti son morti! Vedremo il mondo, Parigi!
Vita mia, a noi due!

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Il problema sono i telefilm.

13 Novembre 2009 · 2 Commenti

Sì, e ve lo dico io che ne guardo tantissimi, continuamente.
Il più importante, non ho scampo, devo ammettere che è stato Dawson’s creek, che a essere onesti non ti dava proprio le linee guida per vivere al meglio. Però sono sopravvissuta comunque, all’adolescenza. I personaggi femminili erano quelli che erano: Jen, che da zoccola dodicenne diventa una santa redenta, e che nel bene e nel male si fa un culo come un capanno ogni giorno. E c’ha anche l’amico gay, e sono contenti di essere una ex-zoccola e un novello-queer: insomma, un po’ una palla di telefilm, a dirla tutta, ma sicuramente positivo.
C’erano i genitori di Dawson che addirittura diventano una coppia aperta pur di far funzionare di nuovo le cose, e che nella prima stagione lo facevano come conigli in ogni angolo della cucina (tra l’altro, fino alla penultima stagione sono praticamente gli unici a fare sesso).
Ok, Pacey si faceva la prof, però a sua discolpa c’è da dire che era abbastanza gnocca, e che lui al tempo era un porcellino con le guance gonfie, quindi non poteva aspirare ad altro. Inoltre, la tresca illegittima – illegale – attizza sempre e comunque.
Poi c’è Joey, che se non ti ispira il desiderio di diventare strabica, magari ti ispira almeno il desiderio di studiare, visto che sembra l’unica cosa che riesca a fare nella vita (ricordiamo il suo passato di pessima amica con persone di sesso maschile e femminile, pessima amante, pessima fidanzata e a tratti anche pessima sorella: praticamente un vuoto a rendere) – certo, è anche colpa sua se ora quasi tutti i ventenni che dicono “Voglio fare lo scrittore\il giornalista”, quando domandi loro il perché, rispondo “Mah, sai. Mi sento portato. Mi è sempre piaciuto scrivere.” – e ‘sti cazzi? Però se ce la fa Josephine Potter, è normale che poi l’adolescente medio pensa “Ce la posso fare anch’io”. È legittimo.

Ma adesso c’è Gossip Girl. Le liceali di oggi, si sentono parte dell’élite di Manhattan a cui fa riferimento la voce di Veronica Mars. Ma io dico, stai fuori come un balcone? Sì. Tu non sei Blair, tu non compri immobili con una telefonata, non covi uova d’oro e la tua colf stai sicura che ti soffocherebbe nel sonno con un cuscino. La tua migliore amica può anche copulare sui banconi dei pub, ma non le faranno foto scandalistiche in topless solo perché è bionda.
Perché, perché le ragazzine non leggono quella frase in grassetto che si ripete spesso nei titoli di apertura e\o chiusura? Si tratta di personaggi di finzione, infatti stai guardando una fiction. No, non l’hanno fatta sulla tua vita. Se tu metti un cerchietto diverso ogni giorno e per questo ti permetti di guardare male le tue compagne non diventi una regina, ma una stronza. Chiamare la gente con l’iniziale? Si faceva già, ve lo giuro. E lo dico col cuore in mano, io lo guardo Gossip Girl. Mi diverte. È come Sex & the city o qualsiasi altro telefilm, in un personaggio ti ci rivedi o ti sforzi di riconoscerti (e tendenzialmente è il personaggio che ti piace di più). Ma da qui all’emulare il comportamento di tre mignottelle anoressiche invasate, convinte di avere il mondo in mano perché le loro madri l’hanno data a quelli giusti, ne va.

E state sicure, mie piccole Blair de noantri, che sputare in faccia alle vostre compagne di classe perché vostro padre ha fatto tardi per tutto il mese ed è rimasto in ufficio così che vi siate potute permettere per Natale il cerchiettino Burberry, non fa di voi una signora. Ma una poveraccia.

[ mai una volta che quelli che mi stanno sul cazzo si buttino dai palazzi dicendo "sono nathan petrelli" A.B. ]

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le mie ragazze.

11 Novembre 2009 · 2 Commenti

non so spiegare come
capire quando è successo

leragazze

però vi voglio bene
e basta

bicchieri

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Tu mangi?

5 Novembre 2009 · 3 Commenti

Ieri, a X-FACTOR si sono sfidati i disturbi alimentari.
E Sofia, perchè è una pippa, viene finalmente eliminata.

Ma la Mori vuole che resti in gara a ogni costo.
“Chiara, mangia Sofia!” - Chiara sembra entusiasta della proposta.

Sofia si rimette alla clemenza della compagna di canto.

I retroscena, nei day-time di domani!

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Vorrei avere addosso quel tuo maglione rosso con i bottoni grandi.

22 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

E’ sempre stata una donna discreta, come un uccellino. Mangiava anche come un uccellino.
Però nelle cose ci credeva davvero. Nelle MS, e nel fatto che bisogna lasciare le sigarette qualche tiro prima del filtro. Nei rebus della Settimana Enigmistica, che tengono acceso il cervello – e quant’è vero.
Ma soprattutto una volta mi ha confidato una cosa, con orgoglio:
“A me Buttiglione non è mai piaciuto”.

in memoria di *C

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It’s a dream I’ve done.

4 Ottobre 2009 · 2 Commenti

Sognarti, dopo tanto, è stato destabilizzante. La voglia di non svegliarmi, o svegliarmi subito, e ricordare tutto. O niente. Che magari fa meno male, a ricordare. Invece no, è uguale.
Sono passi piccoli in vista della fine del mese, che arriva lenta ma conosciuta. E neanche la fuga sembra una buona via di fuga.

imissyou

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D’ARIA BIGNARDI

28 Settembre 2009 · 2 Commenti

Colei che anche in un contenitore di basso livello come X-Factor, riesce a riconfermarsi come la più cretina.

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And nothing else compares.

10 Settembre 2009 · 3 Commenti

È irresistibile. Eppure ha la faccetta da randagio che ha miagolato tutta la notte sotto un acquazzone. Anche a centrifugarlo in lavatrice, avrebbe l’odore di qualcosa che non ti appartiene. E poi è così magro che sembra possa sfuggirti di mano, come le cose belle. Sembra sempre che ti possano scivolare via facilmente. Lui ha quell’espressione un po’ così, di chi ha capito tutto e non te lo vuole spiegare. Ma non con cattiveria, con malizia. Per tenerti sulle spine. Ha quegli occhi che lasciano intendere una genialità neanche troppo nascosta. Penso che da vicino, quando gli viene una buona idea, gli passi una luce brillante tutt’intorno alla pupilla. Questione di secondi, ma se stai attenta quegli occhi li vedi splendere più di un riflettore di Hollywood. E la boccuccia spalancata, a metà tra un modello Armani malato di mal di vivere e un bambino che guarda il mondo per la prima volta? Mi ci farei risucchiare.
Ecco, lui capeggerà il mio harem. Almeno per un mese.

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Streets of London.

2 Settembre 2009 · 3 Commenti

Have you seen the old girl who walks in the streets of London,
dirt in her hair and her clothes in rags?
She’s no time for talking,
she just keeps right on walking,
carrying her home in two carrier bags.

So how can you tell me you’re lonely,
and say for you that the sun don’t shine?
Let me take you by the hand and lead you through the streets of London.
I’ll show you something to make you change your mind.

Ecco la verità delle verità: a Londra non si mangiano solo patate. Però si mangiano soprattutto patate. Nel nostro caso, si mangiano ripiene di bacon&cheddar a Covent Garden, dove una tipa stronza te le infila nel microonde e te le dà su un piatto di carta che brucia da morire. Abbiamo rubato forchette e coltelli di plastica per portarli a casa, ma è stato inutile. Facevano solo numero. Di tagliare il cibo, neanche a parlarne.
Alle sette del mattino apriva il cantiere di fronte alle stanza, alle nove ci trapanavano il cervello. Ho litigato e cantato con tutti gli operai di passaggio. Neanche tengo il conto di quante volte ho detto “Have a nice day”.
Il pub vicino casa non ha chiuso, ma ha evidentemente cambiato gestione. My heartbreaker’s gone. Tanto non sono mica uscita molto, con la schiena scassata che mi ritrovo. Ma a ballare ci sono andata. Niente di che, una serata allo Zoobar. Non ci tornerò. Nevermore.
Avevamo miliardi di film da vedere incollati al laptop masticando shortbread come popcorn ma poi è finita che abbiamo visto poche cose e mangiato tanti shortbread comunque. Per vincere il sonno abbiamo anche aperto una disco privata in camera di Ananasso. Ha funzionato – (PINAppapparappo!) – faceva divertire.
La prima settimana si andava a scuola sei ore e si conoscevano persone splendide come Ismael. Ismael è uno spanish-boy. Carino e splendente. Quando sorride, sembra che un pettirosso spieghi le ali. Assomiglia un sacco a Vincio ma ha più capelli. In compenso, Vincio è più alto.
A Roma fa caldo. A Londra faceva caldo la prima settimana, la seconda ha piovuto. Così mi sono comprata delle magliette a maniche lunghe. Ma quelle a maniche corte sono più belle, le ho prese da David&Goliath e sto diventando la loro promoter ufficiale a forza di dilapidare i miei risparmi in quel posto.
Hamstead Heath è a Nord ed è la fine del mondo. Zina ci ha portati in collina, da lì si vede quasi tutta Londra. Il parco si estende per infiniti kilometri, non l’ho girato perchè sono pigra. Karl Marx ci veniva a pranzo.
A Trafalgar Square poi hanno fatto una cosa fichissima. Living monument. Su una colonna. Uno vestito da panda zompava in giro: ok, forse non è arte, ma cazzo se è divertente. Ci siamo andati una sera, solo io, Ale, Wacco e Matteo. Siamo stati ripresi da lassù con una videocamera. Niente di esaltante, ma la piazza era piena di coppie abbracciate e faceva fresco e io ho dato un calcio a una delle fontane (per sbaglio eh, mentre cercavo invano di arrampicarmi) e poi siamo andati a casa con calma, con serenità.
Da due settimane mi chiedo cos’avrei fatto io, per un’ora, sulla colonna di Trafalgar.
Sicuramente non avrei ballato, o fatto la ruota. La ruota non so farla (figurarsi, non so fare neanche la verticale!) e se anche mi muovo un pochino la mia schiena duole. In realtà soffro a star ferma. Non riesco a dormire. Non riesco a camminare. A Roma fa caldo e mi stanno tutti sul cazzo. Fortuna che ho comprato una maglietta che lo dichiara.

Come ogni volta che viene Wacco abbiamo fatto miliardi di foto. Evvivaevviva!

Mentre io ero in Inghilterra, in Italia (e a Roma in maniera vertiginosa) sono continuati gli attacchi alla comunità lgbtq. Gay.tv ne ha scritto un articolo-riassunto che si chiama un agosto da dimenticare (e che però ancora non ha in lista le bombe carta nella gaystreet romana).
Stasera ci sarà una fiaccolata, io spero di esserci (ricordate il mal di schiena che mi blocca a letto? a breve tenterò di sconfiggerlo con miracolosi cerotti) e spero ci siate anche voi. O quantomeno che lo diciate in giro, ai vostri amici romani, per fare fronte comune contro l’omofobia. Un paese incivile e composto di assassini e terroristi è un problema comune.

Ah, poi forse sto mettendo troppa carne al fuoco, però Mati mi ha fatto dono di questa perla E io voglio condividerla con voi. Così invece di sorbirvi venti righe di bestemmie e rodimento di culo per il governo di merda che abbiamo, ne ridiamo a denti stretti con un video.

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Lacrime di San Lorenzo.

18 Agosto 2009 · 1 Commento

Assenza
astrale.

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